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Bagna caôda (bagna cauda)
Ormai la natura della Bagna caôda, principe della Regione e vera bandiera dei Piemontesi, dopo tante ricerche e discussioni, è un mistero svelato.
un po di storia....
...i vignaioli del tardo Medioevo avevano bisogno di un piatto straordinario e un po' esotico per festeggiare insieme un evento per loro importantissimo,
la spillatura del vino nuovo che segnava la messa al sicuro del raccolto più travagliato, più faticato e più insidiato.
Scelsero quindi di appaiare due materie prime locali e largamente disponibili, i buoni ortaggi della nostra terra e
il prezioso aglio (prescritto dagli Statuti Medioevali e dai Bandi Campestri come coltura obbligatoria per ogni coltivatore proprietario),
con l'aggiunta di acciuga salata in barili, che cominciava ad arrivare capillarmente ad ogni borgo e ad ogni collina grazie
all'epopea degli Acciugai ambulanti occitani della Val Maira, e infine con un elemento quasi esotico e perfino costoso come l'olio d'oliva,
scarsamente prodotto in Piemonte (che pure a quel tempo, prima delle grandi variazioni climatiche, aveva ulivi) e quindi
per la maggior parte importato dalla vicina Liguria in cambio di grano, burro e formaggio che invece abbondavano.
Fu cosi' che la bagna caôda divento' uno dei piatti simbolo della tradizione piemontese e grazie ai nostri
chef la si puo' assaporare ancora oggi in serate a tema nel periodo invernale.
Una curiosita'.....è usanza del Solferino strapazzare qualche uovo di quaglia negli ultimi residui di bagna contenuti nel fujot.
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